Il sentiero è particolarmente adatto agli escursionisti non molto esperti ma amanti del verde e della tranquillità totale; esso si dirama dalla località “Faggio del Re” alla località “Passo dell’Abate” attraversando località “Cucchiara”, monte “Crocco”, “Sindechella”, “Frascatola” , “Arenella”. Per recarsi all'inizio del sentiero si deve percorrere la strada che dal centro di Fabrizia conduce verso Laureana di Borrello in provincia di Reggio Calabria, ci si trova proprio a cavallo del confine provinciale.
Qui l’aria è particolarmente frizzante in tutte le stagioni in quanto l’altimetria segna 1200 metri. La zona è un fitto intreccio di faggi molto rigogliosi che si elevano dritti e lindi come delle candele, segno che l’habitat naturale per queste piante qui è favorevolissimo; l’altra specie arborea che cresce in modo florido è l’abete bianco; compaiono qua e là piante che non di rado superano i 30/40 mt d’altezza che, nella stagione estiva, le varie sfumature del verde del bosco non rendono molto visibili, ma in inverno, le loro chiome dritte e slanciate si fanno notare nel mare argenteo dei faggi.
Il primo tratto di sentiero porta dai 1178 mt della partenza, dopo una discreta salita di 600 metri, ai 1210 mt. Arrivati a questa altitudine ci si imbatte in uno spiazzo in mezzo al bosco che serviva, presumibilmente, per i movimenti di carico e scarico del legame che era tagliato nei lotti adiacenti. Questo lo si deduce con una certa facilità: guardando le piccole insenature ricavate nel monte che agevolavano i mezzi di trasporto durante le operazioni di carico del legname che veniva così effettuato dall’alto con più facilità (anticamente non esistevano di certo le gru che meccanizzavano queste operazioni).
In questa zona inoltre si trova un incrocio di più piste e, sul margine destro, si nota una pietra utilizzata come segna limite tra la provincia di Reggio Calabria e quella di Vibo Valentia. Voltando lo sguardo a sinistra si nota un’altura prendendo il sentiero della quale, si sale sino alla cima del monte “Crocco”. La suddetta cima si trova a 1280 mt di altitudine ed è la più alta del comune di Fabrizia.
Da questa altitudine, soprattutto in inverno, quando gli alberi sono senza foglie, è facile scorgere distintamente le vallate che la circondano: ad est si trovano le vallate che compongono il territorio di Fabrizia con il massiccio del monte “Pecoraro”, ad ovest si scorge l’inizio della piana di Gioia Tauro, nelle giornate di cielo terso non è difficile scorgere in lontananza il mar Tirreno. Da questa posizione, guardando il terreno circostante, si notano due aspetti salienti di quest’area: il primo è la presenza di numerose fosse di forma circolare e profonde (chiamate in dialetto “Niviari”, precedentemente trattate): sono buche di raccolta delle nevi. La loro ubicazione, in questa zona, è facilmente comprensibile in quanto in inverno venti gelidi ed abbondanti nevicate la investono; il secondo aspetto è la presenza in mezzo a tanto bosco, di uno spiazzo dovuto al taglio raso della vegetazione per circa una decina di metri.
Questo spiazzo delimita la zona d'ubicazione di uno dei punti del reticolato I.G.M. in Italia (reticolato ottenuto dalla divisione in triangoli del territorio italiano. Questa triangolazione serve per la preparazione delle mappe e delle cartine geografiche). Da qui si può ammirare il meraviglioso paesaggio che circonda l’altura, ci si trova, infatti, alla stessa altezza di monte “Pecoraro”. Riprendendo il sentiero, s'inizia a scendere verso valle e, appena ripreso il cammino, ci s'imbatte in un maestoso faggio, impossibile da non ammirare giacché posto proprio a ridosso della pista. Nel proseguire, si vedono belle vallate solcate da numerosi corsi d’acqua, piccole abetaie qui composte da abeti rossi che prediligono queste altitudini, immersi in una stupenda faggeta.
Il pendio si presta particolarmente ad una tranquilla escursione, poiché declina dolcemente a valle, ecco perché è stato classificato Escursionistico-Turistico. In un primo momento pare d'essere solo immersi nella faggeta ma più si prosegue e più ci si trova di fronte a varietà arboree differenti. Vasti sono, nelle adiacenti vallate, i ruscelli che confluiscono, tutti nel principale corso d’acqua della zona: la fiumara “Annescia”. All’altezza della località Arenella, quindi a metà del percorso, l’altimetria è di circa 1000 mt e ci si trova nella località denominata Croce dell’Abate, dall’omonima leggenda (in precedenza già trattata).
Da qui il pendio declina in maniera ripida per poche centinaia di metri per poi divenire di nuovo pianeggiante; con l’abbassamento altimetrico si comincia ad insediare nella faggeta, il bosco ceduo di castagno, le abetaie passano da Abeti rossi ad abeti bianchi, numerosi sono gli insediamenti di pino nero con esemplari tra più alti e rigogliosi del territorio; grandiosi, infine, gli ontani che si ergono dalle rive della fiumara “Annescia” che da qui in poi fa sentire il suo gorgoglio. Attraversato un affluente dell'"Annescia", ci s'immette in un bosco di castagno ceduo assai fitto ed a poche centinaia di metri si trova sulla destra una graziosa ed attrezzata area di sosta con annessa una fontana denominata “fontana dell’Abate”. Proseguendo il cammino, sul sentiero oramai divenuto totalmente pianeggiante, si notano dei maestosi abeti bianchi che fanno da contorno a dei castagni da frutto posti quasi a ridosso della fiumara dell’Abate.
Qui si conclude il cammino, a ridosso di un’altra ben attrezzata area di sosta al cui fianco vi è un piccolo laghetto artificiale e a poca distanza si trova la statale 501 che riconduce al centro di Fabrizia in un batter d’occhio.